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Plusvalenza immobiliare, quando pagare?

La plusvalenza immobiliare è il guadagno realizzato rivendendo un immobile a un prezzo più alto di quello di acquisto prima che siano trascorsi 5 anni dell’acquisto stesso. Il Fisco tassa la plusvalenza immobiliare ai fini delle imposte sui redditi e questo perché la si considera un reddito.

Plusvalenza immobiliare, la tassazione

La plusvalenza nella vendita di immobili è tassata quando: l’immobile venduto è stato acquistato da meno di 5 anni; l’immobile non è pervenuto al venditore in seguito a una successione; l’immobile non costituiva la residenza del venditore o di un suo familiare nel tempo intercorso fra l’acquisto e la vendita che ha realizzato la plusvalenza.

Per fare un esempio più concreto con cui puoi capire esattamente cos’è, immaginiamo di aver acquistato un appartamento al prezzo di 100.000 euro e di averlo venduto al costo di 150.000 euro dopo quattro anno. In questo modo, abbiamo accumulato una plusvalenza immobiliare del valore di 50.000 euro.

Plusvalenza immobiliare 2019

La plusvalenza immobiliare, ossia il guadagno che si ottiene con la rivendita del bene, si realizza tramite una cessione a titolo oneroso, che oltre al trasferimento della proprietà può riguardare anche diritti reali.

Esenzione

Le cessioni a titolo gratuito non costituiscono plusvalenza, mentre non c’è tassazione per le plusvalenze relative a immobili acquistati per successione e a fabbricato abitativo adibito dal cedente, per la maggior parte del periodo di possesso, ad abitazione principale propria o dei propri familiari.

Come si calcola

Il contribuente che deve pagare l’imposta sulla plusvalenza immobiliare può calcolare la plusvalenza e inserire la stessa sotto la voce “altri redditi” della dichiarazione dei redditi, per poi pagare la relativa aliquota Irpef di riferimento; oppure può chiedere in sede di rogito di applicare un’imposta sostitutiva del 20%, che va pagata contestualmente al rogito e che il notaio pagherà una volta che l’atto sarà registrato per via telematica.

Plusvalenza immobiliare prima e seconda casa

La plusvalenza immobiliare viene tassata attraverso un’imposta sostitutiva se la casa è stata ceduta a titolo oneroso. Il valore imponibile si calcola sulla base della differenza tra corrispettivo incassato e costo di acquisizione. Nel caso della seconda casa, poiché il venditore per definizione risiede in altra abitazione, la plusvalenza produrrà sicuramente una tassazione.

Quando non si paga la plusvalenza immobiliare

Quindi, se si rivende l’immobile prima di 5 anni dall’acquisto ad un prezzo maggiorato, si deve pagare sulla plusvalenza una tassa pari al 20%. Non si paga la plusvalenza immobiliare qualora:

  • l’immobile è stato ricevuto in eredità e si decide di metterlo in vendita;
  • si acquista un immobile e lo si vende dopo un periodo di 5 anni;
  • per la maggior parte del periodo tra acquisto e vendita l’alloggio acquisito cn agevolazione prima casa viene utilizzato come abitazione principale.

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