Le novità nel decreto salva casa

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Semaforo verde per le nuove misure di semplificazione urbanistica e catastale

Il decreto salva-casa approvato dal Consiglio dei Ministri interviene solo nei casi di minore gravità, le cosiddette piccole diformità urbanistiche.

 Nel testo ci sono più novità, dalle sanatorie ai cambi di destinazioni d’uso.

L’intento è chiaro: “rendere liberi” gli appartamenti per i quali l’attuale normativa pone vari ostacoli alla compravendita.

I casi di minore gravità contemplati, nello specifico le cosiddette lievi difformità, sono in sintesi:

  • quelle frutto di incertezze interpretative della disciplina vigente ;
  • le difformità edilizie delle unità immobiliari seguite a interventi spesso “stratificati” nel tempo ed eseguite dagli allora proprietari senza formali autorizzazioni;
  • le parziali difformità che potevano essere sanate all’epoca di realizzazione dell’intervento e che oggi non lo sono più in virtù della disciplina chiamata “doppia conformità”.
Non si tratta quindi di un vero condono edilizio.

Solo se realizzate in edilizia libera, le verande che si potranno mettere in regola sono:

  • le vetrate panoramiche amovibili (VePA) anche per i porticati rientranti all’interno dell’edificio
  • le opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici la cui struttura principale sia composta da tende anche a pergola, addossate o annesse agli immobili, purché non determino spazi stabilmente chiusi e non abbiano un impatto visivo e ingombro apparentemente disarmonici.

Viene semplificato anche il cambio di destinazione d’uso delle singole unità immobiliari, in ottemperanza alle normative di settore e quelle locali.

All’interno della  stessa categoria funzionale, il mutamento della destinazione d’uso sarà sempre ammesso. Tra diverse categorie funzionali, il mutamento della destinazione d’uso sarà ammesso solo nelle categorie residenziale, turistico ricettiva, produttiva e direzionale, commerciale, in ogni caso, all’interno delle zone: centro storico, residenziali consolidate, residenziali in espansione.

Sono escluse dalle semplificazioni le unità immobiliari al primo piano fuori terra.

Il regime di silenzio assenso per le procedure vigenti

Il decreto semplifica le procedure vigenti introducendo il regime di silenzio-assenso, principio particolarmente rilevante e sinonimo della massima semplificazione. Significa che se l’Amministrazione non risponde nei tempi previsti l’istanza del cittadino è accettata. Infine si introduce la possibilità di installare tende e strutture di protezione dal sole e da eventi atmosferici, in regime di edilizia libera.

Si punta di certo a decongestionare gli uffici tecnici comunali sepolti da migliaia di pratiche. Il provvedimento prevede sanzioni che sono proporzionali all’aumento di valore dell’immobile e potranno essere utilizzate, tra l’altro, nella misura di 1/3, per progetti di recupero e rigenerazione urbana. 

Il piano casa riguarda “tutto quello che c’è all’interno delle abitazioni” e “non è un condono sull’esterno”, – sono queste le parole di chi ha fortemente desiderato questa norma – quindi non riguarda “la villa abusiva con piscina e con tre piani costruiti senza autorizzazione”.

Si tratta di un intervento che una volta pubblicato in Gazzetta ufficiale entrerà in milioni di case italiane in maniera risolutiva.

Clicca qui per visionare l’informativa sintetica in formato pdf del decreto salva casa approvato dal Consiglio dei Ministri.

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