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Aggiornamento sospensione mutui prima casa


Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha semplificato la domanda per la sospensione del mutuo prima casa.

A seguito del cosiddetto Decreto “CuraItalia”  ed a completamento della disciplina del fondo Gasparrini (che da diritto ai titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa in situazioni di temporanea difficoltà previste dal regolamento, di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi), l’operatività di tale fondo è stata estesa, consentendo di accedere al medesimo anche ai lavoratori dipendenti con riduzione o sospensione dell’orario di lavoro (ad esempio per cassa integrazione) per un periodo di almeno 30 giorni e ai lavoratori autonomi e ai professionisti che abbiano subito un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019.

Inoltre, per tutte le ipotesi di accesso al Fondo:

  • non è più richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE);
  • è possibile beneficiare anche per chi ha già fruito in passato della sospensione (purché l’ammortamento sia ripreso da 3 mesi);
  • è stato previsto che il Fondo sopporti il 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione.

Per ottenere rapidamente la sospensione del mutuo il cittadino che possiede i requisiti deve prendere contatto con la banca che ha concesso il mutuo, la quale dietro presentazione della documentazione necessaria procede alla sospensione del finanziamento.

Il nuovo modulo aggiornato e semplificato, compilabile anche on-line è disponibile qui.

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Nuove misure emergenza Coronavirus

Novità bonus prima casa

Era già stata preannunciata sul sito ufficiale del Ministero Economia e Finanze la scorsa settimana la deroga in arrivo del cosiddetto bonus prima casa.

In parole semplici, vengono bloccati i due requisiti temporali alla base delle agevolazioni fiscali per chi acquista la prima casa, ovvero i 18 mesi in caso di cambio di residenza da comune a comune, o i 12 mesi concessi dal Fisco per non perdere le agevolazioni Iva e di registro in caso di vendita e riacquisto dell’immobile.

Sempre in fase di studio è la deroga riguardante il credito di imposta per le locazioni. Attualmente è riconosciuto un credito d’imposta del 60% solo alle locazioni di immobili classificati C1, cioè ai negozi o alle botteghe. L’ipotesi su cui la maggioranza e i tecnici si stanno confrontando sarebbe quella di estenderla anche a tutti gli immobili ad uso non abitativo, a quelli a uso del turismo come gli alberghi, ma anche ai capannoni delle imprese, agli studi professionali e ai casi di affitti d’azienda.

I prossimi giorni definiranno la fattibilità o meno di tali deroghe e la categorie degli aventi diritto per cui restate sintonizzati con le nostre news oppure contattateci per ogni info inerente e visitate la nostra pagina Facebook

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